Il R.O.M. (Range of Motion), o ampiezza di movimento, è un concetto fondamentale in fisiologia e biomeccanica che si riferisce alla quantità di movimento possibile in un'articolazione o un gruppo di articolazioni del corpo. Viene misurato in gradi angolari e rappresenta il limite massimo entro cui un’articolazione può muoversi senza causare danni ai tessuti circostanti. Tipi di R.O.M.
Si riferisce al movimento che una persona può eseguire autonomamente, senza assistenza esterna. Questo tipo di ROM dipende dalla forza muscolare, dal controllo neuromuscolare e dalla salute delle articolazioni.
Indica il movimento che può essere eseguito su un'articolazione con l'aiuto di una forza esterna, come un terapista o un dispositivo. In genere, il PROM è maggiore dell’AROM poiché non coinvolge la contrazione muscolare attiva.
Si tratta di una combinazione di movimento attivo e passivo, dove il soggetto inizia il movimento ma riceve assistenza esterna per completarlo.
Fattori che influenzano il ROM
- Struttura anatomica
La conformazione delle ossa, la tensione dei legamenti e la lunghezza dei muscoli influenzano l'ampiezza di movimento. - Flessibilità muscolare
Una maggiore elasticità muscolare consente un ROM più ampio. - Età
Con l'invecchiamento, il ROM tende a diminuire a causa di una minore elasticità dei tessuti e di altri cambiamenti strutturali. - Patologie
Condizioni come l'artrite, la rigidità articolare o lesioni possono limitare il ROM. - Stile di vita
Un'attività fisica regolare e lo stretching possono mantenere o migliorare il ROM.
Misurazione del ROM
Il ROM viene misurato con strumenti come il goniometro, un dispositivo che valuta gli angoli di movimento articolare. La misurazione può essere utilizzata per:
- Diagnosticare condizioni patologiche.
- Monitorare il progresso durante la riabilitazione.
- Valutare l’efficacia di trattamenti o interventi terapeutici.
Importanza del ROM
Un adeguato range of motion è essenziale per:
- La funzionalità quotidiana: Permette di svolgere attività come camminare, piegarsi e afferrare oggetti.
- La prevenzione delle lesioni: Un ROM ridotto può causare compensazioni dannose e un maggiore rischio di traumi.
- La performance sportiva: Negli atleti, un ROM ottimale contribuisce a movimenti più fluidi ed efficienti.
Il Range of Motion (R.O.M.) nei movimenti monoarticolari e pluriarticolari presenta differenze significative dovute al numero di articolazioni coinvolte, al controllo neuromuscolare e alle limitazioni anatomiche. Ecco un confronto dettagliato:
Movimenti monoarticolari
Questi movimenti coinvolgono una sola articolazione alla volta (es. flessione del gomito, estensione del ginocchio).
Caratteristiche principali:
- Controllo più specifico:
I movimenti monoarticolari richiedono un controllo motorio localizzato, concentrato su una singola articolazione e sui muscoli primari che la muovono.
Esempio: Il bicipite brachiale durante la flessione del gomito. - Ampiezza di movimento più definita:
Il R.O.M. è limitato esclusivamente dalla capacità anatomica dell'articolazione coinvolta, come l'estensione del gomito o la flessione del ginocchio. - Limitazioni prevalentemente locali:
Le restrizioni nel R.O.M. sono solitamente causate da:
- Rigidità muscolare locale.
- Tensioni nei legamenti o nella capsula articolare.
È più facile misurare il R.O.M. con strumenti come il goniometro, poiché si lavora su un solo piano e una sola articolazione.
Movimenti pluriarticolari
Questi movimenti coinvolgono due o più articolazioni simultaneamente (es. squat, flessione del braccio sopra la testa).
Caratteristiche principali:
- Coinvolgimento di più muscoli e articolazioni:
Il controllo neuromuscolare è più complesso, poiché richiede la coordinazione tra i gruppi muscolari e le articolazioni.
Esempio: Nello squat, il R.O.M. dipende dalla sinergia tra caviglie, ginocchia e anche. - Ampiezza di movimento combinata:
Il R.O.M. totale del movimento dipende dalla somma dei R.O.M. delle articolazioni coinvolte. Se una sola articolazione è limitata, può compromettere l'intero movimento.
Esempio: Una ridotta dorsiflessione della caviglia limita la profondità dello squat. - Restrizioni complesse:
Le limitazioni possono derivare da:
- Interazione muscolo-articolare: Muscoli biarticolari (es. i muscoli posteriori della coscia) possono essere più tesi perché attraversano più articolazioni.
- Rigidità in articolazioni interdipendenti: Ad esempio, una rigidità dell'anca può compensare limitando il movimento della colonna lombare.
Valutare il R.O.M. in movimenti pluriarticolari richiede un'analisi dinamica più approfondita, spesso con strumenti avanzati come i sensori di movimento o la cinematica 3D.
Differenze chiave nel R.O.M.
| Aspetto | Monoarticolare | Pluriarticolare |
| Coinvolgimento articolare | Una sola articolazione | Due o più articolazioni |
| Controllo neuromuscolare | Semplice | Complesso |
| Limitazioni | Locali (muscolo/legamenti specifici) | Combinazione di fattori articolari e muscolari |
| Misurazione | Diretta e localizzata | Indiretta e complessa |
| Influenza reciproca | Nessuna | Interdipendenza articolare |
Esempi pratici
- Monoarticolare: Estensione del ginocchio (solo l’articolazione del ginocchio è coinvolta).
R.O.M. standard: ~0°-135°. - Pluriarticolare: Squat (coinvolge anche, ginocchia e caviglie).
R.O.M. totale: Dipende dall'integrazione dei R.O.M. di tutte le articolazioni.
In sintesi, i movimenti monoarticolari permettono una misurazione più diretta e semplice del R.O.M., mentre i movimenti pluriarticolari richiedono una maggiore attenzione all'interazione tra articolazioni e muscoli per garantire un movimento fluido ed efficiente.
Nel prossimo articolo tratteremo l’influenza dei vari R.O.M su forza e ipertrofia.
Mariano Rubiu
Personal Trainer
Chinesiologo Dott. Scienze Motorie
